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Prodotti Tipici


La cucina regionale e tradizionale

Un tempo considerata povera e semplice, sta tornando ad occupare il posto che merita nelle tavole italiane e nei migliori ristoranti, che permettono di scegliere nel loro menù che comprende le ricette tipiche locali.

Vivere un luogo significa infatti assaporarne ogni dettaglio, e la cucina non è solo un dettaglio, è il cuore del territorio. E' la parte di natura che l'uomo coglie non per la sua sopravvivenza soltanto, ma per vivere fino in fondo uno dei più grandi piaceri della vita.

Tutti i prodotti italiani si accompagnano, nella nomenclatura, ai luoghi nei quali la produzione è più ampia e di qualità: il carciofo sardo, i vini friulani, l’olio extravergine di oliva pugliese, la mozzarella di bufala campana, il tartufo bianco piemontese, il tartufo nero umbro, i pregiati tartufi abruzzesi, i radicchi veneti, gli agrumi di sicilia. Si è creata una rete di conoscenze alimentari che è diventata patrimonio di tutti gli italiani, e comincia a varcare le soglie nazionali per arrivare fino all'estremo oriente, dove apprezzano il made in Italy food.

Stanchi dei prodotti importati, i consumatori nostrani stanno più attenti ai luoghi di provenienza degli alimenti che comprano, e questo si nota non solo dalle nuove leggi che impongono di esporre il cartellino che attesta la provenienza della merce esposta, ma anche dall'ampio spazio che i prodotti tipici locali hanno acquistato nella grande distribuzione organizzata. 

L'Italia ha riscoperto se stessa, il piacere della buona tavola, di assaporare ogni cibo ed ogni aroma in maniera sincera, senza lasciarsi sedurre dagli elaborati piatti internazionali, ma tornando al contatto con la terra. Prodotti tipici sono sinonimo di qualità, unicità e genuinità. Lo sanno bene gli associati Slow Food, associazione che da anni ormai porta avanti una cultura legata alla passione per i cibi locali, dai formaggi ai prosciutti, dai dolci ai vini. Slow Food perché la tavola è un piacere da assaporare lentamente, boccone dopo boccone, lasciandosi trasportare dai profumi e dalle evocazioni gustative che le ricette locali hanno il potere di creare.

I buoni prodotti tipici

La bontà dei prodotti tipici non è solo una questione di gusto

...ma di buon gusto! Preferire le produzioni tipiche è una scelta coraggiosa ma consapevole di un vero e proprio investimento nella qualità e nella sostenibilità dei prodotti. La crisi dell’economia ci può rendere più ‘critici’ o più ‘in crisi’.

Consumare prodotti tipici aiuta l’economia locale a superare la crisi che imperversa in tutto il mondo sui più disparati settori, compreso l’agro-alimentare. Una maniera per risolvere la difficoltà di acquisto in questo specifico campo spesso si identifica con la diminuzione degli acquisti alimentari di qualità, privilegiando quindi la convenienza economica a discapito della genuinità del cibo. Niente di più sbagliato. Attraverso l’acquisto di prodotti tipici abbiamo la garanzia di genuinità delle materie prime, di basso impatto ambientale data la loro provenienza locale, di salvaguardia di pratiche tradizionali di lavorazione, e compiamo anche una buona azione verso noi stessi e verso l’economia locale. La crisi economica non può risolversi abbassando la qualità dei nostri acquisti alimentari, a dispetto della nostra salute e di quella della biodiversità dei nostri territori. La crisi economica ha prodotto allora la crisi dei consumi, ma proprio dalla ‘crisi’si è generata la ‘criticità’: il consumo critico.

Il buon gusto alimentare

Consumare criticamente vuol dire essere consapevoli consumatori e oculati acquirenti di prodotti di cui volontariamente non si ignora la storia, la provenienza delle materie prime, le tecniche di lavorazione, per poter stabilire, criticamente appunto, la loro qualità in termini nutrizionali e il loro impatto ambientale. Consumare criticamente ci rimette nelle mani il potere della scelta. La scelta di fare e farci del bene. Acquistare cibo economico sottovalutandone la genuinità ci rende forse leggermente più ricchi in denaro, ma più poveri in salute, e soprattutto schiavi di noi stessi, incapaci di scegliere e cambiare.

La libertà di scelta

La scelta di per sé implica la libertà di scegliere, la possibilità di valutare, confrontare, analizzare, ed esprimersi in una decisione che sia la soluzione migliore per noi, altrimenti non avrebbe senso porsi dinanzi al dubbio. Mangiare di qualità ci fa bene, preferire l’economicità fa bene solo al portafogli. E’ chiaro che in tempi di crisi economica un ragionamento del genere è abbastanza delicato, forse semplicistico, certamente coraggioso da sostenere. Ma di fondo dovrebbe prevalere un fondamentale credo a supporto della scelta coraggiosa: il consumare meno, ma consumare meglio.

Il tipico rende liberi

Si deduce allora che quanto detto fin’ora ci porta ad associare al consumo dei prodotti tipici buoni, genuini e puliti, il risultato della scelta libera e consapevole, e che pertanto il consumo critico rende liberi. Consumare meno e consumare meglio deve essere quindi il principio guida verso il vero cambiamento dei consumi, perché si da per assodato che per risolvere la crisi le nostre (cattive) abitudini di spesa, comprese quelle alimentari naturalmente, devono subire una profonda messa in discussione. Una soluzione dunque proviene dal consumare locale, dal consumare tipico, che è indubbiamente una buona scelta.

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